18/03/2008

Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bresadola

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Nomi volgari: Dormiente, funghi marzuoli.

Habitat: prevalentemente sotto latifoglie e boschi misti prediligendo Abete bianco, Abete rosso, Castagno, Quercia e Faggio. Poco comune, cresce in gruppi numerosi anche se è difficile vedere perché di solito è ben mimetizzato e quasi completamente interrato. febbraio-aprile.

Cappello: 30-110 mm, carnoso, inizialmente quasi emisferico, quindi convesso poi convesso-appianato o depresso, sovente con margini lievemente ondulati rivolti all’interno. Colore grigio cenere più o meno scuro, spesso con vaste zone biancastre o più chiare, tendente al grigio-piombo o grigio-nerastro negli esemplari più maturi. Cuticola in principio umida, poi asciutta, molto sottile e separabile solo a piccoli lembi.

Lamelle: inizialmente biancastre, poi gradualmente tendenti al grigio dal fondo. Adnate o poco decorrenti, grosse, basse, rade, intercalate da lamellule.

Gambo: 30-70 x 10-30 mm; più o meno cilindrico, appena ingrossato alla base, diritto o curvo, bianco o grigio-chiaro in alto, grigio argenteo nel resto, a volte con riflessi sericei, asciutto, sodo e pieno.

Carne: spessa, bianca o appena grigiastra sotto la cuticola, tenera, soda, appena fibrosa nel piede; odore debole negli esemplari giovani e freschi ma che può diventare  sgradevole negli esemplari vecchi; sapore gradevole.

Microscopia: spore bianche in massa, ellittiche, lisce, 5,5-7,5 x 4,5-5,5 μm.

Commestibilità: ottimo, anche perché cresce in un periodo in cui normalmente non crescono altri funghi.

NOTE: E’ un fungo molto ricercato sia per il buon sapore sia per la sua precoce apparizione. Dato il periodo di crescita è poco probabile la confusione con altre specie. Normalmente compare verso la fine dell’inverno, in periodi in cui poche sono le persone che vanno in cerca di funghi, ma come sopra detto, trovare questi funghi è un pò difficile in quanto crescono  quasi completamente interrati o comunque hanno colori che non contrastano con il substrato di crescita.

 

24/02/2008

Tricholoma equestre (L.: Fr.) Kummer

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Nomi volgari: Agarico dei cavalieri.

Habitat: cresce a gruppi di diversi esemplari nei boschi di conifere e latifoglie; settembre-dicembre.

Cappello: 50-120 mm, carnoso, inizialmente emisferico-campanulato, poi appianato e con un largo umbone, bordo ondulato, margine sottile, involuto e debordante sulle lamelle. Cuticola leggermente viscosa ma asciutta a tempo secco, ornata da minute squamule concentriche rossicce più scure verso il centro. Colore variabile da giallo-dorato a giallo-fulvo.

Lamelle: fitte, smarginate, larghe e sinuose, intercalate da numerose lamellule, di colore giallo-zolfo, giallo-oro, più scure a maturità.

Gambo: 8-15 x 50-90 mm; sodo, talvolta slanciato e cilindrico, ma più frequentemente corto e ingrossato alla base, tozzo, ricurvo, concolore al cappello, più scuro alla base per fine fibrille brune.

Carne: compatta, bianca, sfumata di giallo verso la parte marginale. Odore gradevole fungino-farinoso e sapore dolce.

Microscopia: spore bianche in massa, ellissoidali, non amiloidi 3,5-4,5 x 7-8 μm.

Commestibilità: ritenuto ottimo commestibile fino al 20.08.2002.

NOTE: Nel gennaio 2002, una comunicazione fatta ai Gruppi Micologici dell’A.M.B. dal Gruppo Avis di Bologna, riportava la segnalazione di tossicità del Tricholoma equestre fatta da "Tempo Medico" il 22 novembre 2001, mettendo in evidenza che Tricholoma auratum (Paul ex Fries) Gillet, conosciuto in Francia col nome di “Bidaou” e largamente consumato, ha dato luogo ad intossicazioni legate al suo consumo abbondante e ripetuto. Detta segnalazione invitava a considerare Tricholoma auratum e Tricholoma equestre come sospetti. Il 20 agosto 2002 il Ministro della Salute Sirchia emana la seguente Ordinanza:

 IL MINISTRO DELLA SALUTE

ORDINANZA 20 agosto 2002

 Divieto di raccolta, commercializzazione e conservazione del fungo epigeo denominato Tricholoma equestre.

(GU n. 201 del 28-8-2002)

Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283, recante disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n.327, recante regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n.283, e successive modificazioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande;

Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155; Vista la legge 23 agosto 1993, n. 352, recante norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n.376 concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati;

Visto in particolare l’art. 4, comma 1, che consente la commercializzazione delle specie di funghi freschi spontanei e coltivati elencate nell’allegato I;

Visto l’art. 9, comma 1, che consente la conservazione dei funghi sott’olio, sott’aceto, in salamoia, congelati, surgelati o altrimenti preparati elencati nell’allegato II;

Visto che nei citati allegati I e II e’ presente il fungo epigeo denominato Tricholoma equestre; Considerato che sono stati segnalati nella letteratura scientifica 12 casi di avvelenamento in Francia, con tre decessi, per rabdomiolisi, collegati al consumo del Tricholoma equestre; Considerato che alcune regioni e province autonome hanno richiesto l’eliminazione del fungo epigeo Tricholoma equestre dalle liste positive di cui agli allegati I e II del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995;

 Visto il parere dell’Istituto superiore di sanita’ del 3 luglio 2002 che ha proposto di eliminare, in via cautelativa, dagli allegatiI e Il del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995 il Tricholoma equestre, dopo aver consultato le piu’ accreditate fonti scientifiche nel settore biomedico;

Considerato che occorre adottare, ai fini della tutela della salute pubblica, misure sanitarie cautelative urgenti; Considerato che la modifica per via ordinaria del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995 non consentirebbe un intervento tempestivo ai fini della tutela della salute pubblica; Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Ordina:

Art. 1.

1. La raccolta, la commercializzazione e la conservazione del fungo epigeo denominato Tricholoma equestre e’ vietata su tutto il territorio nazionale. La presente ordinanza sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

Roma, 20 agosto 2002

                                                                                                                                    Il Ministro: Sirchia

 

20/01/2008

Amanita phalloides (Fries) Link

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Nomi volgari: Tignosa verdognola, Tignosa velenosa.

Habitat: cresce in tutti i tipi di boschi specialmente sotto querce, castagni e faggi; maggio-novembre.

Cappello: 50-150 mm, inizialmente emisferico, quindi convesso poi appianato. Colore variabile da verde-olivastro a verde-bruno o giallino-verdognolo più marcato al centro e chiaro verso il margine liscio. Cuticola facilmente separabile con inserzioni sericee più scure disposte in senso radiale.

Lamelle: biancastre, mediamente fitte, libere al gambo, intercalate da lamellule tronche, con debole riflesso verdognolo in vecchiaia.

Gambo: 10-20 x 70-150 mm; cilindrico, attenuato dal basso verso l’alto, bulboso. Superficie biancastra spesso decorata da una zigrinatura a pelle di serpente.

Anello: supero, pendulo, membranoso, bianco o lievemente verde-chiaro.

Volva: ampia, membranosa, persistente, bianca con lievi sfumature verdognoli all’interno, molto fine ed a forma di sacco con i lembi leggermente rivolti verso il basso.

Carne: bianca, tenera, inizialmente soda poi molliccia, leggermente verdognola sotto la cuticola del cappello; di odore nullo negli esemplari giovani e freschi ma che diventa repellente, disgustoso e cadaverico negli esemplari vecchi; sapore dolce.

Microscopia: spore bianche in massa, ellittiche, amiloidi 6,5-9 x 8-11 μm.

Commestibilità: velenoso mortale.

NOTE: E’ uno dei tre funghi (Amanita phalloides, verna e virosa) altamente velenoso e sicuramente mortale. Poiché l’Aamanita phalloides è la specie più comune, circa il 95% degli avvelenamenti che si verificano in Italia sono a lei addebitati. Esistono numerose varianti cromatiche fino ad una forma completamente bianca, l’Amanita phalloides var. alba (Vittadini)